Scarafaggi, Paragoni Forzati Ed Una Precisazione

Tanto tempo fa c’era un gruppo musicale molto in voga fra i giovani, si chiamavano “The Beatles”.
Ora, non so se avete mai sentito qualche loro canzone, ma quello su cui vorrei soffermarmi ora sono gli ultimi anni della loro carriera insieme.
Non sono un Beatlesologo, ma sembra che ci fosse qualche attrito tra i due leaders, McCartney (i sindacati) e Lennon (TP). Dopo tanti anni di sintonia, iniziò un periodo di sopportazione: sicuramente l’aurea che aveva Lennon oscurava la pur utile luce che Paul emanava. Quello che Lennon faceva veniva continuamente mal visto dall’altro, dall’essere elevato ad icona di pacifismo (i contratti a tempo indeterminato), alla relazione con Yoko Ono (l’Albania), passando per alcuni momenti da solista non proprio eccellenti (la solidarietà).
E’ pur vero che Paul, in tutto ciò, di queste cose ne godeva, e non poco: avere un’icona portava comunque fama, i momenti da solista facevano tornare i fan al gruppo, Yoko Ono.. vabbè, era Yoko Ono: straniera e con la voglia di portar via John dai Beatles.
E poi (citando “The Office”) Lennon era uno che prima ti diceva che “la vita succede mentre sei impegnato in altre cose”, ma diceva anche “sono il tricheco, sono l’uomo delle uova”. Insomma, oculato ma instabile rispetto al più serio Paul.
E quindi si sono sopportati per anni, traendo comunque vantaggi dalle reciproche situazioni. Il problema è che i fan cominciavano ad essere infastiditi da queste circostanze, avevano convissuto per anni con i problemi di personalità dei due Scarafaggi, ma stavano arrivando ad un punto in ci dovevano scegliere: stare con John, bello, impegnato ma comunque problematico, oppure andare dalla parte di Paul, più riservato ma sempre più aggressivo nei confronti di quello che prima era il suo unico punto fermo?

Ci siamo, è il momento di decidere, e qui arriva la mia precisazione: ho saputo (con enorme, enorme piacere) che questo ammasso di vomito verbale è seguito da qualcuno che crede di aver capito da che parte sto. Sono onorato, ma io non sto da nessuna parte. L’ambiente sindacale mi da la nausea, così come tutto quello che ci gira intorno. Allo stesso tempo, però, non posso negare le colpe dell’azienda: una su tutte la comunicazione. Basterebbe poco, e cioè scrivere una nuova “Imagine”, fare in modo che i fan capiscano che John c’è e che segue quello che succede. All’epoca, i fan non sapevano quello che potevano dirsi i due chiusi in una stanza, magari a strillare, deridersi ed insultarsi. Vedevano i piatti già pronti, e che fosse merda o cioccolato quella si mangiavano.
Qui di piatti ne abbiamo mangiati tanti, dalla cioccolata più buona alla merda meno solida.
Basterebbe poco, pochissimo: parlare.

Anche perché, non dimentichiamoci che Paul ancora canta e suona in giro, mentre John è morto in un bagno di sangue.

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