Spumeggiante (io ci metto la faccia)

“La mia ospitalità mi obbliga ad offrirvi una birra, ma sono talmente arrabbiato che sarà tutta schiuma”.
Questo diceva Ned Flanders ai Movimentaristi che andavano a prendere Homer nella sua sala hobby per portarlo di nuovo nel campo della setta.
Posso dire lo stesso a voi: sono obbligato per carattere a starvi a sentire, ma non prendete che vi ascolti.

Volete picchettare?
Perfetto, ma sarà la seconda volta in vita mia che chiamerò i CC.
O la prima in cui dovrò farmi avanti a cazzotti.

Volete bloccare i binari del treno?
Ci sto, ma poi se vi vengo a pisciare in testa dal ponticello, zitti e testa alta con bocca aperta.

Dobbiamo prendere coscienza tutti quanti?
WOW! Ma mi viene da ripensare a tutti i mesi di silenzio che ci sono stati prima di rivedervi imbracciare i vostri foglietti, le vostre tracolle e le vostre urla.

“Qui c’è gente che lavoreno”, si suol dire.
E allora lasciateci lavorare, pensate alle vostre vertenze, ai vostri rancori, alle vostre registrazioni di controllo, ai vostri picchetti, alle vostre amanti, ai vostri mettersi in mezzo, ai vostri sguardi distolti.
Non venite a dire a me come vivere, non venite a convincermi che “adesso è troppo, bisogna fare qualcosa”. E’ troppo da troppo tempo, e ce la siamo cavata benissimo tra di noi.
Esaudite i vostri bisogni di infermierine/psicologhe di questo gran cazzo nel vostro intimissimo privato, senza andare in giro a spruzzare merda dalla bocca.
Metteteci la vostra faccia da cazzo al posto di quelle maschere bianche, con i cartelli da riconoscimento all’americana.
Cercate di non mischiare il personale con il professionale, a meno che non facciate le puttane nel tempo libero.
Me ne fotte cazzi se adesso chiamate stampa e giornali per fare da cassa di risonanza, che poi fate raccontare le cazzate. Io l’anno scorso non ho accettato nulla, ne solidarietà, ne carità, ne elemosina. Abbiate il coraggio di stare zitti, almeno su alcuni argomenti.
Parlate con la gente, organizzate assemblee FUORI da quel posto, acchittate meeting, fate sentire la presenza.
Non mi venite a rompere i coglioni mentre mi fumo una sigaretta, non mi lanciate sguardi strani, non fate finta di essere “amici”. Quelli me li so scegliere, e su alcuni di voi ho completamente sbagliato.
Ma si sa, sbagliando s’impara, ed ho imparato a farmi i cazzi miei: campo cent’anni? Non credo, ma evito di farmi rodere il fegato ancora di più. Venite a cercarci per parlare, non parlateci quando le circostanze ve lo permettono.

E, tu.. Si, tu guardia del corpo.
Puppa.

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