Sciò.. Però..

Previously, on TP:
lavoro, crisi, sindacati, assemblee, scioperi, minacce velate, risate in faccia, urla, pianti, sguardi, occhiatacce, maledizione, solidarietà, elemosina morale, finti esami di coscienza, strette di mano, strizzate di palle, squilli, messaggi, mail, bacheche, risorse, umani..
E questa è solo la puntata pilota!!

[Sia chiaro fin d’ora: so che tra chi ha scioperato ci sono miei amici (non colleghi, quello lo sono tutti). Le mie invettive, le mie madonne calate giù come se avessi un poker dopo aver fatto all in, le mie incazzature calate come le mutande di una puttana, non sono personali. Vi voglio bene bene, dal primo al terzultimo. Gli ultimi due mi stanno effettivamente sui coglioni. Quindi anima in pace e cuore in guerra.]

Allora, oggi c’è stato quello che qualcuno ama chiamare “sciopero collettivo”, ma che io preferisco chiamare “oggi abbiamo una scusa a quanto pare semi giustificata per non andare a lavoro”. Sciopero organizzato così, perché licenziano.
“E non ti sembra un’ottima motivazione, sfigato di merda?”.
“Si, genio dei rapporti interpersonali”.
Il problema di fondo è che quest’azienda sta licenziando per i suoi errori: totale mancanza di una corretta comunicazione, che quando è fatta è in ritardo, mal posta e frettolosa; poca oculatezza nelle assunzioni, almeno all’inizio; errato posizionamento di figure alquanto oscure in postazioni di “comando”; troppo seria in momenti di relax, ed inopportunamente ilare quando non è proprio il caso; troppo poco fiscale al momento di presentare il conto -questa è sottile, o forse no, ma mi piace- e fin troppo barzotta nel momento in cui sei piegato a raccoglierle il fazzoletto.
Ma anche, e forse soprattutto, perché tra chi oggi era a scioperare, c’è gente un po’ strana: c’è chi si vede solo agli scioperi ed alle assemblee, un po’ come quando S. compare all’Aquila dopo che è venuta giù, mentre in ufficio non si vede mai, un po’ come B. si ricorda della Sagra del formaggio minorenne della Val Lallèro e lo usa come legittimo impedimento; assoluta mancanza di serietà di alcuni, in termini di “mi metto in malattia perché ho fatto uno starnuto e sbattendo la testa per il rinculo sono caduto all’indietro nella vasca piena di ghiaccio che avevo preparato per mantenere fresco il dito che mi ero tagliato tentando di recidere con le forbici la corda a cappio nella quale ero caduto inciampando nel corpo di mio padre che al mercato comprò”; RSU che ci sono e non ci sono, un po’ come quando fa caldissimo e vedi i riflessi liquidi sulla strada: un miraggio; totale indifferenza per i problemi quotidiani delle persone che lavorano lì dentro, problemi veri; non si è mai organizzata una vera assemblea anche per i non iscritti, un incontro in cui confrontarsi civilmente, e non solo nei posti che l’azienda ti mette a disposizione quando ti va, stipati come bestie a sentire le vostre sempre uguali prese di posizione, i vostri sberfleffi, i vostri “non sappiamo cosa fare è una fase interlocutoria”.. per favore, ce la siamo già bevuta più e più e più volte.. se non sapete cosa fare del tutto, ditelo.. organizziamoci, ma ditelo.. non consigliateci di organizzarci come singoli, “se qualcuno sente i suoi avvocati lo faccia”:

primo – non sono il Signor Burns, che apre la doppia parete con dietro la schiera di avvocati pronti a stritolare tutto e tutti;
secondo – e qui mi ripeto: facciamo qualcosa insieme che non sia lo sciopero ad orologeria, non consigliateci suggeriteci di organizzarci da soli;
terzo – ma cristo di un iddio, ma vi ci vuole un PR per capire che così dicendo, di fronte di 200 persone che vengono alle assemblee ogni volta, potrebbe (e dico potrebbe) passare il messaggio “attenzione attenzione: non sappiamo cosa fare, alternative non ce ne sono, luglio le palle sullo scoglio non ce le sbatto più, ognun per sé e dio per tutti?”

Detto ciò, con il sit in di oggi si voleva dare risalto alla nostra situazione nel giorno in cui: il Vostro amato presidente del consiglio ha dato lavoro a 9 persone di dubbia moralità per ripagarli della fiducia di Dicembre; tutti gli occhi sono puntati sulla “morte” di Bin Laden, che leggo ora sembrava volesse anche festeggiare i dieci anni dall’11/9 con il dirottamento di treni, probabilmente imbottiti di torte di compleanno; siamo in guerra per l’ennesima volta, ma con l’aggravante di esserci fatti prendere per il culo dal mondo a causa del (maddai!) Vostro adorato presidente del consiglio, a cui tanto “era” caro quell'(inf)ermo folle (baciamo le mani); più o meno tutto il paese è in mano ad un governo ammazza sociale/famiglia/scuola/etuttelecosechegiàsapete.

La cosa che mi preoccupa non è tanto che nessuno ci caghi, ma che se davvero non si fa qualcosa voi ci mandate a fondo.

Bisogna che gli “immezzisti” come me si diano da fare.

Idee?

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