Blood Sugar Sex Magik: Vent’anni E Sentirlo Ancora

Tanto per, copertina ed artworks annessi
sono tutti di Gus Van Sant.

Come promesso, di seguito trovate le recensioni lasciate come commento al post di qualche giorno fa.
La mia recensione vintage, se non sarà pubblicata indove dico io e quindi la leggerete perché -ovviamente- me ne vanterò, la troverete a breve.

Eccola, con tanto di mini flame su Frusciante (:

Nel frattempo, grazie di cuore a tutti e tre i miei folli lettori (che poi sono tre persone fondamentali della mia vita) per avermi assecondato. Come con i matti, mi hanno dovuto dire di si.
All’inizio di ogni articolo, trovate il link al profilo FB o similari.

Io, nel frattempo, mi limito a fare gli auguri ad un album strepitoso, che mi ha cambiato i connotati musicali.
Grazie, folli bastardi Losangelini.

Ok, metto subito le carte in tavola: mi trovo un po’ in difficoltà, perchè ho proprio voglia di dare il mio contributo al blog di questo mio grande amico e a questo post in particolare, ma la mia cultura musicale in campo rock, come quella di Diego, è pari a -5, ma a differenza di lui per me il traguardo dello 0 è ancora un puntino lontano. E per una questione di gusti, ai quali, è cosa ben nota non si comanda, credo che quel puntino non si avvicinerà mai più di tanto. Per il semplice motivo che ognuno deve seguire il suono dal quale riesce a trarre il maggior numero di emozioni, ma sopratutto le più intense. Ora vi faccio fare due risate. Il mio approccio con i RHCP: “Under the bridge” l’ho conosciuta grazie alla cover delle All Saints, che per me all’epoca era ne più e ne me no di una “Cover di una canzone che qualcuno aveva già fatto”. Primi sintomi di ignoranza bieca. Dopo di che, credo di aver scoperto veramente il RHCP nel ’99, durante il primo anno di quello che sarebbe diventato un lunghissimo calvario chiamato “scuole superiori”, con l’album “Californication”, che ottiene un discreto successo già dall’uscita di quello che credo sia il primo singolo estratto, ovvero “Scar Tissue”. (E fu proprio vedendo il video di questa canzone che dissi: “mmmm dev’essere un gruppo nuovo…”. Tanto per sottolineare la mia ignoranza nel campo). Forse anche troppo successo, dato che ricordo di aver avuto amiche che dichiaravano senza vergogna che “Otherside” era la loro canzone preferita, ma che di li a poco avrebbero cantato a memoria (con la stessa mancanza di un altro tipo di vergona) le canzoni di Tizi-ano Ferro. A quel punto i Red Hot Chili Peppers escono dall’oblio che li aveva avvolti per gran parte degli anni ’90, e come per magia insieme ai nuovi singoli dell’album in questione, vengono riproposti con un’insolita frequenza, su canali come MTV, vecchi video delle loro canzoni tra cui anche “Under the bridge”. E nel frattempo per me, si spiega il grande mistero della cover di qualche anno prima. Detto questo, prima di chiudere, per quello che vale, secondo me uno dei loro lavori migliori è “Road Trippin'”, una canzone che ancora oggi, per quanto non sia un grande amante della loro musica e del Rock in genere, ho piacere ad acoltare e riascoltare. Buona!

Otty

Vorrei fare una premessa prima di annoiarvi con il mio pensiero su “Blood Sugar Sex Magic”,personalmente il mio mondo musicale ruota ed è sempre ruotato sulla musica elettronica ma è sempre di gran lunga piacevole ascoltare qualcosa che non ti da la stessa emozione,i stessi brividi e che sa comunque catapultarti verso un ricordo,ma anche verso un semplice pensiero perso nel tempo.E quel qualcosa è riversato nella musica rock,ma anche in quella pop,quella funk,quella punk e senza dubbio i Red Hot Chili Peppers ne fanno parte.Doppia premessa che io Nevermind dei Nirvana non l’ho neanche sentito tutto,non li ho mai amati troppo,ma non me ne vogliate.Ma i RHCP,loro si. Secondo me non c’è aggettivo migliore di “spinto” per descrivere l’album BSSM.Rimane difficile non rimanere colpiti dal sound psichedelico con il quale vengono arrangiati e trattati temi di esplicito riferimento al sesso,alla droga,alla solitudine e alla malinconia.Per non parlare di “friendship” dove sboccia secondo me la migliore “Under the Bridge”,nata originariamente come una poesia e di poesia si tratta,tra un rief e una nota stonata. Questo è uno di quegli album senza tempo ed evergreen,uno di quelli che ti ricorderdai per il resto della tua vita e che la radio non smetterà mai di passare,uno di quelli che differenti emozioni per ogni momento della tua vita saprà sempre regalartele. Aloha.

“Sentiti questo” , è cominciato così il mio viaggio con questo album…E’ un inizio banale lo so, come tanti. Ma non è banale chi mi lanciò il cd dallo scaffale al letto dove oziavo beatamente con un drummino girato male in bocca. Capelli arruffati(allora un po’ meno bianchi devo dire!), sigaretta spenta in una mano, immancabile barattolo di Nutella nell’altra. Assomigliava vagamente a me,in versione Rock. La mia cultura musicale allora era pari a -5, ora almeno, grazie a lui, sono intorno allo 0. Quello fu l’inizio di un bel viaggio che mi ha accompagnato per anni. Prendo in mano il cd, rigorosamente originale trattandosi del gruppo preferito del mio “iniziatore”. “Cominciamo da loro, poi passiamo al resto” Misi il cd nel suo stereo, casa era vuota, quindi volume al massimo e canzone a caso.La 9.Give It Away. Inizia prepotente, ti entra dentro.E resta lì. “Forti!”, ascoltammo musica per tutta la mattina ed il pranzo, ma quell’inizio non lo scorderò mai. Naturalmente, dato il cognome che porta (che poi è anche il mio, abbiamo la memoria di un bradipo su per giù), il mio “iniziatore” “non banale” , avrà rimosso questo strano ricordo dalla testa. Ma non smetterò mai di ricollegare quei <> al mio folle cugino. Thanks again!

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