Per Quello C’è Clint Eastwood

Moccia chi?

Chi abita a Roma, sa bene che passando per Ponte Milvio vi troverà tanti bei lucchetti attaccati ai lampioni, segno della demenza giovanile acuta che ha contagiato migliaia di teste di cazzo dopo aver letto i libri (e visto i film) di quel demente di Moccia, che somiglia tanto a Zalone ma che di Zalone ha preso solo la bravura a far piangere la gente.

Ora io, essendo persona abbastanza aperta in fatto di tutto (tranne ragni, vampiri e zombie), ho letto un paio di libri e visto un paio di film, e all’epoca -vi parlo proprio dell’esordio del “giovane” scrittore- li ho apprezzati solo perché sono gay inside. Adesso, pur essendo gay inside, ho assimilato quel che basta in fatto di senso critico per poterli classificare come “sterco non animale”.

Comunque, lasciando da parte giudizi soggettivi, rimane il fatto che a causa dell’ennesimo incapace che invece tutti ritengono “colui che come nessun altro ha saputo interpretare e descrivere il disagio e la vita degli adolescenti” ora ci ritroviamo centinaia di lucchetti del cazzo attaccati dappertutto, non solo a Ponte Milvio. Ma, essendo tale ponte il simbolo del suo romanzo di punta, tutti i rincoglioniti vanno lì e lo rovinano con un pezzo di ferro che, secondo me, dovrebbe essere attaccato alle loro mutande per evitare il diffondersi della loro prole. E in più ci scrivono sopra i nomi.
Cazzo, metteteci pure l’indirizzo che almeno vi veniamo a prendere.

Quindi Alemanno tira su un incontro per decidere cosa farne, de ‘sti lucchetti. E chi chiama per un consulto? Io avrei chiamato un assessore, o un fabbro.
No, lui chiama proprio Moccia.
Ne “Il Silenzio degli Innocenti”, per capire il serial killer vai da un altro serial killer.

Qui invece andiamo direttamente da Buffalo Bill.

Che viene contestato, ovviamente, ma lui dice che “mi sembra si esageri con le polemiche nei confronti di qualcosa che ormai è accettato: una realtà romantica famosa in tutto il mondo”.

Anche la fame nel mondo è accettata, così come il cancro e la sieropositività, lo sbattere ai mobili col mignolo quando sei al buio o l’acqua che finendo sulla parte concava del cucchiaio mentre lo lavi ti fa il bagno.
Sono TUTTE cose accettate, ma non per questo sono ben volute.

Credo che la giunta Alemanno, dopo aver finito di sistemare per bene parenti ed amici all’ATAC, all’AMA o in qualunque altro posto, dovrebbe promuovere i libri di poesie di Coelho, open cinema con proiezioni di “Eternal Sunsine of a Spotless Mind”, “Manhattan” o “500 Giorni Insieme”, per far capire cosa può essere l’amore per i ragazzi.
Non corse in moto, “camomille” e risse per la donna.
Sangue e bei dialoghi non fanno per te.

Per quello c’è Clint Eastwood.

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