A Un Palmo Dal Culo

Manco te, pirla.

A un palmo dal culo è la distanza giusta che prendo da un sacco di gente ultimamente.
Le più disparate, da un mio amico alle più diverse categorie socio economiche. Magari mi sveglio e non voglio vedere edicolanti, o andando in giro evito pure i tabaccai.
Periodaccio.

Tu che mi leggi adesso, quanti soldi hai addosso, o nel portafogli, o comunque lì pronti per essere spesi domani?
Io ho un euro e settanta centesimi. Centosettanta centesimi. Treiladuecentonovantunovirgolasessantasei lire. Non ci compre nemmeno le caramelle sfuse, che me fanno pure caCare.

E non mi venite a dire che se uno il lavoro lo cerca lo trova. Questo di solito lo dice chi un lavoro ce l’ha. Lo dicevo anch’io, quando stavo seduto in ufficio.
E dire che le mie pretese sono così basse da diventare proposta di schiavitù.
“Salve, sono Jacopo, ho un disperato bisogno di soldi e per averli posso pulire a terra con la lingua, pulire la mia lingua con la terra e fare pompini, ma solo se le verghe sono ben lavate che sennò poi la prossima con cui mi frequento mi chiede di fare il test dell’HIV. Ah, posso anche craccarti l’iPhone.”

A un palmo dal culo, dicevamo.
Ricordate?
“E io sono un fungo atomico sterminatore figlio di puttana, figlio di puttana, ogni volta che le mie dita toccano cervelli divento Superfly TNT, divento i Cannoni di Navarone! Infatti, ma… che cazzo ci sto a fare io qui dietro?! Sei tu che devi pensare al cervello! Scambiamoci il posto: io pulisco i finestrini e tu raccogli il cranio di questo stronzo!”.

Ora, non sto pulendo via cervelli spappolati dai finestrini delle macchine (ma se mi pagate, tra un pompino e l’altro, faccio pure quello), ma diciamo che il filo del rasoio è sempre molto affilato.
E a me dispiace, perché perdo di lucentezza, non riesco a trovare nulla di divertente, e se per caso ci dovessi riuscire il tutto si trasforma in qualcosa di tremendamente cinico.

“Arbeit Macht Frei”.
Mi sa che su qualcosa avevano ragione.
Perché in momenti come questi, un lavoro può depurarti assai il cervello, può darti spazio di movimento, ma soprattutto ti da i soldi. E citando qualcuno che non ricordo, “i soldi non danno la felicità, ma vuoi mettere piangere su una bella Ferrari?”.

Ho mandato curricula ovunque, per posizioni che non sapevo nemmeno esistessero, e per altre che ho sempre evitato. Ma non è il momento di fare gli schizzinosi, e quindi invio, mi presento, scrivo.
Ma niente.

Forse perché nessuno assume più. Forse perché al ristorante fottesega se hai lavorato per Apple quasi quattro anni, ricoprendo ogni ruolo. Ma allo stesso tempo in un altro call center guardano strano il fatto che hai lavorato pure di mano (e, no, non in quel senso).

Lavori con l’esperienza, e ti fai l’esperienza con il lavoro.
È come tirar via secchiate d’acqua dall’oceano, spostare la sabbia nel deserto o vomitare ad un concerto di Dente.
-tra l’altro, vedete, ad avere avuto i soldi sarei andato al concerto domani e ne avrei tirato giù un post da paura. E a quelli a cui piace leggermi dispiacerà. UNITEVI!! TROVATEMI LAVORO!! Fatemi assumere e vi servirò quel fallito su un piatto d’argento, con contorno di fan che si strugge in “un eterno dilemma per cui vorrebbe avere delle storie d’amore intense e poetiche come quelle delle canzoni di Dente ma anche delle rotture melanconiche e nostalgiche come quelle delle canzoni di Dente.” [thank you, Genius]-

Insomma, a un palmo dal culo.
Vi avviso qui come ho avvisato dal vivo, nel mondo “vero”.
Perché sono onesto, gente avvisata mezza salvata. Poi se all’altra metà di voi piace essere insultati, vi diverte vedermi con la vena gonfia a sbraitare senza motivo apparente, se quella metà si intrattiene stuzzicandomi e poi tirandosi indietro.. oh, beati voi. Vi divertito così. Contenti voi.

Io però contento non sono.
Se a trent’anni il tuo conto in banca è rosso come il naso dei pagliacci che hai intorno, se devi ancora sperare nei venti euro di papà, se questo ti impedisce di prendere quello zaino pronto da almeno due mesi (o anni?), ti vieta di uscire con una ragazza, se quando parli a chi ti ha sempre capito ma a ‘sto giro ti sembra di comunicare in Klingoniano stando sul set di “Guerre Stellari”.. beh, c’è poco da essere contenti.

Che io sto sempre qui per tutti.. ma certe volte stanno tutti in ritardo.

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