Odi Et Amo

In&Out.

Odio i miei vicini, dal padre alle figlie, di un odio così profondo che comprendo bene l’intervista del giorno dopo in cui si dice “mah, è strano, era una persona così tranquilla, sempre col sorriso per tutti”.

Amo i brividi che mi mettono alcune canzoni, sempre le stesse, ed amo la pelle d’oca che arriva da altre per la prima volta.

Odio chi parcheggia in doppia fila e crede anche di avere ragione perché tanto “erano due minuti”.

Amo la scia di profumo che lasciano le donne quando camminano, quello leggero che ti attiva parti del cervello addormentate da tempo.

Odio chi ha come unica arma lo scherno e la critica per cose di cui non sa nulla, solo perché è stato il suo modo di vivere da sempre.

Amo i tramonti davanti casa mia, quei colori che esistono solo nel cielo e che non sono mai uguali, e amo come il sole cade a piombo dietro le colline dopo averci messo così tanto solo per avvicinarcisi.

Odio l’ignoranza della gente media, che non vuole spiccare solo perché ha paura delle sue idee, e preferisce quindi chiuderle dentro un cassetto.

Amo il mio cane, che è furbo quanto educato, e che anche quando mi fa incazzare è sempre lì ad aspettare una carezza, e che quando torno ride (giuro, ride) e scodinzola così tanto da generare energia.

Odio l’ipocrisia dei politici che credono di farla sempre franca con le solite quattro frasi. Ma odio ancora di più chi a quelle frasi crede. Sempre.

Amo la passione che mio padre mette in tutto quello che fa, che sia un lavoro di casa o uno sciopero della fame contro l’ennesimo sopruso. E amo la pazienza di mia madre, e la giovane sensibilità che ci mette quando mi parla. E amo l’idiozia e l’intelligenza di mio fratello, e credo davvero che riuscirà a fare tutto quello che vorrà.

Odio chi si accontenta di poco.

Amo chi non ne ha mai abbastanza di tutto.

Odio la mia ex.

Amo già la prossima che capiterà fra le mie mani.

Odio le cose anche solo leggermente ammuffite, anche solo il giallo della mela appena sbucciata.

Amo mangiare. Tutto, tranne le cose anche solo leggermente ammuffite.

Odio dovermi arrendere in alcune cose.

Amo la passione che ci metto nell’iniziare quella dopo.

Odio la condensa che si forma in questi giorni sul pavimento della mia camera dopo averci poggiato la bottiglia d’acqua appena tirata fuori dal frigo.

Amo quelle sorsate infinite nel cuore della notte.

Odio la polvere che si alza sotto casa quando passa un camion lanciato a folle velocità, mentre aspetto l’autobus.

Amo osservare le persone dall’autobus mentre camminano in giro per strada.

Odio il cantautorato.

Amo molte canzoni dei cosiddetti cantautori.

Odio dovermi giustificare per qualcosa che non ho fatto nel momento in cui so che è l’unico modo per far stare zitta l’altra persona.

Amo parlare di tutto con tutti, soprattutto con gente che non conosco.

Odio le cose dette a mezza bocca, le esche lanciate e poi tirate indietro in modo vago, i “sentiamoci” non rispettati ma che ci si aspetta che l’altro rispetti.

Amo crederci, a questi sentiamoci, ed amo star lì come uno stronzo ad aspettare.

Odio scrivere quando non mi va.

Ma amo scrivere.

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