Pillole Salentine #2

Mare.
Mare potente che in centinaia d’anni modella rocce, che si schianta addosso agli scogli.
Mare che ti accoglie e ti smuove e ti riempie di sale.
Mare che riflette il sole, che copre le urla dei bambini, che ti arriva sotto forma di vapore e ti brucia gli occhi.

E poi la pietra leccese che esalta il sole, i vecchi sulle sedie alla ricerca disperata di un po di sollievo, bambini che ancora giocano in piazza con il pallone o che fanno le impennate con le bici, adolescenti che si baciano e si tengono per mano e si fanno i dispetti, operai neri come pece, ragazzine che dio non voglia ma santa madre copritevi che io non scopo da 5 mesi 5 e qui i caramba arrivano in zero.

Ed il vento, finalmente. Vento che taglia, modella, sposta, ferma, muove, smuove.

Grazie Salento, non hai idea di quanto mi servivi.

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