Berlino – Roma – Tricase – ?

Berlin Calling.

Berlino è una città magica.
Troppo scontato?
Una magà cittica.
Un luogo dove la storia ti prende a calci in culo, dove le persone ti rispettano e dove il ciclista viene prima della macchina e del pedone. Una città dove ero stato con la mia ex nel momento, forse l’unico, più bello della nostra storia, e dove i luoghi in cui eravamo stati insieme (praticamente tutti) non mi hanno fatto nessun effetto. E di questo vado orgoglioso. Me ne sono stupito, al punto di andarmi a cercare il luogo esatto dell’hotel dove eravamo due anni fa fino a finirci davanti. Niente. Solo stupore nel vedere quel posto senza neve, e nulla più.
Berlino è una città dove vorrei vivere, e dove forse andrò. Chi lo sa. Un progetto c’è, ma ormai di progetti ne ho piene le tasche dei pantaloni, persino quelli nell’armadio. Ma mai dire mai, a meno che per una strana malattia che nemmeno il logopedista sa come chiamare riusciate a dire solo “mai”. E mai dire miao, a meno che non siate un gatto o che per una strana malattia che nemmeno lo psichiatra sa come chiamare pensiate di essere un gatto.
Berlino è piena di giovani e meno giovani, tutti comunque vestiti una bomba, di posti per mangiare in cui ti trasferiresti, di musei bellissimi, di strade da percorrere fino a consumarti le suole, di metro con gli orari esposti ma soprattutto pregna di una civiltà indescrivibile.
Ed ovviamente, pregna di fregna.
Troppo scontato?
Fregna di pregna.

Roma è una città.
Punto.
È la mia città, è la città per eccellenza ma che non eccelle in eccellenza.
Mi sono bastate due ore in macchina con la sempre migliore Giulia “decristo” Mazzone, per capire che Roma e Berlino in comune hanno avuto giusto la residenza di due folli nazi-fascisti.
Roma è una città dove la storia è presa per il culo, in cui il rispetto non esiste ed in cui la macchina schiaccia il pedone ed il ciclista, possibilmente insieme. Una città in cui ho passato i momenti peggiori della mia storia con la mia ex, e dove ogni buco di culo me la ricorda. Anche se evito come la morte i posti top della nostra melma chiamata relazione, solo l’aria mi ricorda troppe cose.
Roma è una città dove non vorrei più vivere, ma mai dire mai.
[ritornello logopedista – psichiatra]
Perché anche se di progetti su Roma non ne voglio fare, a volte il destino ti ci vuole riportare e quindi un pensiero ce lo fai. Sai che lì comunque ci sono troppe cose in sospeso e che non si chiuderanno mai, ma soprattutto lì c’è la tua vita e vorresti tanto riprendertela.
Roma è una città piena di vecchi vestiti da giovani e giovani vestiti da vecchi, ed in entrambi i casi i risultati sono come i primi cinque minuti di una puntata di un qualunque programma che fa vedere quanto fai schifo per poi rivalutarti a suon di shopping e chirurgia estetica. È piena di posti per mangiare in cui non vuoi mangiare, di musei che cadono a pezzi e di strade che vorresti tanto percorrere ma purtroppo devi saltare merde di cane, auto in sosta selvaggia e mendicanti aggressivi manco fossero comparse di “The Walking Dead”.
E la fregna si nasconde bene. Molto bene.

Tricase è un paese.
Punto.
È un paese, c’è una storia ma che langue per conto suo, ci sono i pedoni troppo lenti e le macchine troppo veloci, troppe poche biciclette, ed il rispetto è una cosa che c’è ma a volte no, poi torna e poi se ne va di nuovo. Anche qui ci sono venuto con la mia ex, ma qui fu un mix di bello e brutto che nemmeno ricordo. E sinceramente nemmeno me ne frega un cazzo.
Tricase è il paese dove vivo ora, e dove vorrei rimanere solo perché ci sono mia madre e mio fratello, un paio di nuovi amici e la tranquillità di un paese. Ma dove le opportunità di crescita personale e lavorativa scarseggiano. E dove non ho praticamente progetti. Ma mai dire mai.
[ritornello logopedista – psichiatra, stavolta però in do minore]
Vorrei farne, di progetti, ma non è il momento. Il progetto di venire qui e rilassarmi l’ho realizzato, ma ora sono fermo.
Tricase è piena di vecchi vestiti da vecchi, di giovanissimi vestiti da adulti, di posti per mangiare dove vuoi mangiare, dove non c’è un museo e dove le strade le percorri perché tanto sono cinque.
La fregna c’è, ma rischi il carcere data l’età da secondo liceo dei soggetti.

? è il mio prossimo posto.
Potrebbe essere Berlino, ma per andarci ho bisogno di un lavoro che al momento ho trovato a Roma ma che non posso accettare perché sono stato obbligato a rimanere a  Tricase.
Cioè, nessuno mi ha davvero obbligato, ma mi è stato fatto capire che è meglio se a Roma non ci torno.
Perché ho una casa ma non ho una casa, perché in quella casa ci sono dei lavori che però non ci sono, perché dovrei trovarmi un appartamento ma che non posso permettermi perché non ho un lavoro.
Che ho solo a Roma.

E visto che ho capito che ‘sto blog lo leggete, non so perché ma l’ultima volta che ci ho scorreggiato sopra ci siete passati in settantacinque.. non è che mi date una mano?
Si accettano proposte per:

– lavori ben remunerati in Salento;
– appartamenti da  occupare a Roma che poi “dottò giuro che il mese prossimo saldo tutti gli arretrati”;
– lavori ben remunerati a Roma in modo tale da potermi permettere subito un appartamento;
– lavori a Berlino.

Grazie, vi voglio bene.

Il vostro blogger (di nuovo) disperato.

2 thoughts on “Berlino – Roma – Tricase – ?

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