Giuseppe

“L’etilometro ha gli asterischi, mi ricordano i tuoi occhi.”

Giuseppe rientra a casa dopo l’ennesimo concerto. Lancia il trench sul divano e si versa due dita di Disaronno, ci sbatte due cubetti di ghiaccio e si siede davanti allo schermo spento del computer.
È distrutto. Due ore a cantare, le prove dove quel coglione del runner non riusciva a trovare il cavo per l’amplificatore spia, i cocktail di merda e quella folla di ragazzine urlanti lì sotto oggi gli hanno proprio aperto la testa.

Butta giù una sorsata di amaro e accende il pc. Si alza per cercare il telecomando, passa davanti ai premi vinti appesi alla parete: miglior cantautore esordiente, miglior album melodico, miglior canzone triste. Nemmeno li guarda più, ormai. Rovista nervosamente sul tavolinetto davanti alla tv, spostando quotidiani che parlano di lui, interviste che non ricorda e foto terribili. Non si ricorda più di quando non era così, di quando cantare era un piacere e poteva decidere, soprattutto, cosa cantare. Bei tempi.

Ecco il telecomando. Mette direttamente sul Jersey Shore, poi alle undici fanno la replica di Uomini e Donne. Va su Twitter e si mette a controllare gli hashtag della serata, per essere sicuro di non perdersi nemmeno una reazione. Apre un foglio di Word.. e aspetta.

Dopo mezz’ora di quasi silenzio, la lista dei trending si riempie come un lavandino tappato: ragazze che si insultano, che paragonano amori, che sognano storie. Nel frattempo in tv si scatenano, si graffiano, si baciano, si lasciano e si scopano. Giuseppe inizia a scrivere, un occhio a Twitter ed uno alla televisione. Una sorsata di amaretto e via di dita sulla tastiera. Apre una scheda al volo per cercare un paio di citazioni di Coelho da cui prendere spunto e da modificare. Intanto i cancelletti si accumulano, le scritte in sovrimpressione scorrono e lui non può far altro che scrivere, in un tripudio di cuori spezzati e lacrime versate.

Ha fatto. Dopo cinque ore di questa storia, finalmente ha finito. Ha scritto tre canzoni, quelle giuste per chiudere la tracklist del prossimo album: dieci tracce per un totale di nemmeno mezz’ora. Per un attimo ricorda i suoi esordi, quando scrivere e cantare canzoni proprie non aveva etichette né censure, si sentiva libero di buttarci in mezzo un po’ di politica ma soprattutto cantava per se stesso e di se stesso, e non per un gruppo di rammollite che non aspettano altro che usare una sua frase su Facebook o per lanciarla contro il proprio ragazzo. Ma poi pensa anche che quelle rammollite pagano, per usare le sue frasi.. e pagano pure bene.

Sei mesi dopo, estratto dalla sezione “Cultura” di un importante quotidiano nazionale:

“[…] ed  questo il suo nuovo album: un concentrato di malinconia in cui tutti si riconoscono ma che non tutti ammettono di riconoscere. Una lista di canzoni che lasciano l’amare in bocca, che gridano sentimenti e sussurrano rotture. Un disco potente e delicato, in cui Dente sembra dire -questo è quello che sento, e se lo sentite anche voi sono contento-, quasi a voler fare una rima delle sue. Insomma, il cantautore fidentino ci regala un album che sa di poesia sporca, di amori tristi e coppie scoppiate.

La cassa a casa di Giuseppe suona così tanto che sembra l’inizio di Money.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.