Enzo

Enzo aveva una figlia, ed una risata pazzesca. La sua voce sembrava uscire da una grotta abbandonata, ma non per questo era una persona sgradevole. Anzi.
Ci sono stati momenti davvero divertenti passati con lui, dagli scherzi agli altri colleghi al modo tutto suo di fare lo spelling di alcuni dati al telefono.

Enzo lavorava come operatore nel call center dove io ero supervisore, ed arrivò nel gruppo che forse fu l’ultimo ad essere davvero folto e vario lì dentro. Nonostante il suo viso spigoloso e la sua voce, Enzo fu subito uno dei ragazzi che prendemmo sotto la nostra ala, una volta capita la sua situazione. Una situazione difficile da gestire ed una bambina a cui voleva un bene dell’anima. Ma gli impegni erano tanti, forse troppi per lui, che aveva trovato una delle scappatoie più facili, quasi un cliché.

Ma Enzo non si faceva abbattere, e tutti noi che gestivamo la campagna avevamo capito che qualcosa di buono e di propositivo in lui c’era. Abbiamo provato in tutti i modi a tirar fuori quel buono, con enormi difficoltà e superando, con e senza lui, tanti ostacoli. Siamo andati avanti per lui, sempre. Ricordo ancora quella giornata insieme a Pierluigi in cui lo accompagnammo al presidio sanitario, perché stava poco bene e straparlava. Nonostante una situazione difficile, in quei momenti, risi tantissimo perché proprio lì Enzo tirava fuori il bambino che era in lui, un bambino col cuore grande ma con le unghie pronte a scattare. Ridemmo tantissimo, anche se la situazione e le notizie che mi arrivavano quel giorno erano tutto tranne che divertenti.

Enzo però era fatto così, pronto persino ad ascoltare lamentele che in confronto a quello che passava lui erano bruscolini, pronto a far esplodere quella risata che faceva tremare i vetri.

Enzo non c’è più, non so cosa sia successo, l’ho saputo nemmeno mezz’ora fa.
So solo che non c’è più, che se n’è andato in silenzio, un mese fa. Non sappiamo nulla.

Enzo non c’è più. La figlia non vedrà più il padre. Non c’è motivo per cui a trent’anni tu debba morire solo, lontano dai chi ami e che ti ricambia. Non c’è motivo di andarsene così se negli ultimi anni hai visto il cielo rigato di ferro. Non c’è motivo. Punto.

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