Il Calore Estivo

-Forse è il caso che io e te parliamo, però ti prego fai iniziare me. Sai bene quanto io possa volerti bene, fin dall’inizio. Ti ho vista crescere, nonostante si sia stati sempre a distanza. Ogni estate vengo qui e la storia si ripete: all’inizio mi eviti, sembra quasi vergogna la tua. Ti cerco e non ci sei, ti nascondi e non ti trovo. Poi all’improvviso arrivi e cominci a salutarmi, timidamente, fino a quando non ti getti tra le mie braccia. E ricominciamo ad inseguirci e rincorrerci, poi esausti ci buttiamo sul letto e rimaniamo ore a farci le coccole.
Ogni singola estate.
Superati i soliti ostacoli, ognuno vive la sua vita. Tu esci meno di me da casa, ma quando torno sei sempre lì ad aspettarmi, che siano passati dieci minuti o dieci ore.
Tu ci sei, a differenza di molti altri.
In questi giorni, però, c’è qualcosa di strano in te. Sembri iniziare a guardarmi con altri occhi, e non è solo questo che mi fa pensare male: è qualche notte che, silenziosa, ti infili sotto le coperte e cerchi di fare non so che. E più ti allontano, più ti avvicini. Mi salti addosso e mi lecchi, metti le mani dove non dovresti. E poi mi cerchi ad ogni ora, piangendo e gridando. Soprattutto la notte, quando mi svegli e spesso ti maledico. Bussi alla mia porta, rimani lì davanti e la mattina ti ritrovo, sempre lì, che mi guardi languida.

-Mi..

-No ti prego non parlare, non ancora. Io ti voglio bene, lo sai. Le prime notti che eri qui le abbiamo passate insieme, a letto. È vero. E siamo stati svegli tutta la notte, e devo dire che non mi era mai capitato con nessun’altra. Sarà stata la novità, l’estate, la voglia di non restare solo. Però siamo sempre rimasti distanti sul piano emotivo, e questo è sempre stato un bene.
Ora però è il momento di mettere le cose in chiaro: siamo troppo, troppo diversi. Chiamala incompatibilità, chiamalo rispetto reciproco. E poi siamo in un paese, la voce correrebbe più veloce della luce e tutti ci guarderebbero male, specialmente me. Riderebbero alle mie spalle, alcuni potrebbero arrivare a compiere atti vandalici contro la nostra casa. Gli sguardi torvi si sprecherebbero, perché qui conta più l’onore che l’amore.
Dobbiamo essere chiari e limpidi: io e te non possiamo fare sesso.
Quindi ti prego basta, non posso, non voglio. È dura per me dopo tutto quello che abbiamo passato ma ora è il momento di finirla qui. E non guardarmi così, per favore. No, stai lontana. Vai via.. VIA!!

-Miao.

-Mamma quando cazzo portiamo a farla sterilizzare ‘sta gatta?!?!

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