Notizie Ansia

Grazie a Tono Bruno per l'immagine e, senza volerlo, l'ispirazione per questo post. Per qualunque cosa, quindi, è colpa sua. (tonibrunostory.blogspot.it)

Grazie a Tono Bruno per l’immagine e, senza volerlo, l’ispirazione per questo post. Per qualunque cosa, quindi, è colpa sua. (tonibrunostory.blogspot.it)

Studi recenti dimostrano che l’ansia fa male. Ma nemmeno troppo recenti, basti vedere vari episodi storici per capire quanto possa influire negativamente sulle azioni delle persone. Napoleone, ad esempio, la sera prima della battaglia di Waterloo era talmente ansioso che si mangiò tutte le unghie, e quando il giorno dopo si trovo a dover fronteggiare un soldato inglese a mani nude provò a graffiarlo in faccia ma non ci riuscì. L’ansia incise molto anche sulla carriera di Andy Warhol, che mentre tentava di riprodurre il barattolo di zuppa Campbell ne mangiò talmente tanta che passò ore al bagno in preda ad un’intossicazione da pomodori. Da lì cominciò ad usare esclusivamente il colore rosso che lo portò presto al declino. Ultimo, ma solo in ordine cronologico, ad essere stato per sempre segnato dall’ansia è Daniele Luttazzi, che ansioso di continuare a far ridere ha saccheggiato da ogni dove battute ed interi monologhi di standup comedian americani. Una volta scoperto, Daniele ha inizialmente negato per poi sparire nell’ombra del silenzio. Voci di corridoio lo vogliono in Thailandia, perso nella prostituzione minorile e l’abuso di Oki per via anale.

È palese e comprovato, quindi, che l’ansia fa male.
O no?
Di sicuro, storicamente e scientificamente, l’ansia è una condizione mentale che porta da una parte a chiudersi con dei pensieri negativi. Dall’altra però, paradossalmente, la mente la apre, perché si pensano cose che in una condizione di serenità, o comunque di relax cerebrale, non si penserebbero. Spesso sono comunque ipotesi di morte ed apocalisse, ma sono comunque scenari che in una condizione normale non si presenterebbero.
Facciamo degli esempi:

– “non mi cerca/non risponde al telefono”: in una situazione normale, si penserebbe che il soggetto delle proprie non-attenzioni è impegnato in una qualsiasi attività: mangiare, dormire, nuotare, spray, Superman, salutare. In una condizione di ansia, si viene portati a pensare si pensano le stesse cose, ma fatte con qualcun altro, di nascosto dal mondo e con un ghigno malefico stampato in volto.
In questo caso, il lato negativo di questi pensieri è quello per cui si pensa al suicidio, lo sbriciolamento dei denti e l’autoscarnificazione dell’intestino tenue tramite la masticazione di ghiaia con conseguente deglutizione, o correre nudo per le strade al grido di “è tutto finito, è tutto finito!!”. Ovviamente non in quest’ordine.
Ma il lato positivo è quello di essere preparati nel caso in cui uno o più di quei pensieri risultasse effettivamente avvenuto. In quel caso, si possono affrontare le conseguenze a testa alta, della serie “io lo sapevo”, andare via per poi mettersi a piangere girato il primo angolo;

– “lo faccio o no?”: ovviamente non parlo di “mi tuffo da questo scoglio alto venti centimetri?”, né “prendo gusto frutta invece del solito gusto crema?”. Parlo di scelte più importanti, come accettare un lavoro che ci fa schifo ma è l’unico a disposizione, o lasciarsi andare in una cosa che si sa avrà conseguenze gravi, o parto e mollo tutto e tutti. Per le donne nella categoria “scelte serie” rientrano anche questioni come “metto o no lo smalto ocra” o “stasera sono indecisa tra gonna e pantaloni” ma vabbè, sappiamo bene che le ore impiegato per decidere saranno ore sprecate perché nessuno tranne le loro amiche noteranno l’abbinamento smalto ocra-gonna.
Il lato nero di essere in bilico tra il “lo faccio” ed il “non lo faccio” è sempre quello dei pensieri, delle valutazioni fatte con lo stomaco che ti brontola dal nervoso e con la faccia bollente. Pensi che, per esempio, il partire o meno comporterà la sparizione dei tuoi amici, il sapere chi o cosa lasci e quanto male potrà farti, l’idea di ritrovarti solo per la maggior parte del tempo e non sapere se troverai qualcuno con cui sfogare le tue preoccupazioni. C’è la paura di fallire, di ritrovarsi a fare i conti con l’eventuale fallimento ed il dover tornare con la coda tra le gambe, magari dopo aver montato su un casino della madonna. Certo, se letteralmente monti un Casino della madonna, le probabilità di fallimento sono poche ma il mio scopo non è gettarmi nell’industria della prostituzione legalizzata.
Il lato bianco è che se i tuoi amici spariscono, la selezione naturale delle connessioni umane avrà fatto il suo corso. Ti ritrovi solo? Beh, ieri qualcuno mi ha detto che da solo capisci e scopri cose su te stesso che prima nemmeno pensavi, ed io di questa persona mi fido. Se invece dovesse arrivare il fallimento vorrà dire che ci hai provato. Almeno ci hai provato, forse per la prima volta in vita tua ti sei buttato in qualcosa di più grande di te che sì, ti ha sconfitto, ma cazzo almeno hai combattuto. E poi se apri un Casino della madonna le ipotesi di fallimento si riducono come i piselli dei tuoi eventuali clienti dopo aver usufruito del servizio da te offerto.

– “quello che ho appena fatto è sbagliato?”: poche chiacchiere su questo punto. Ormai l’hai fatto, a ragione o torto ma l’hai fatto. Che si parli di gente eliminata da un social network, di una frase scritta che vorresti rimangiarti, di uno sguardo di troppo alle tette di qualcuna. Ogni cosa fatta è fatta, e così sia. “Sì ma avrei potuto..”. Sì, avresti potuto, ma non l’hai fatto. Oppure non l’hai fatto ma avresti potuto farlo. Amen, come dicono quelli che parlano col loro amico immaginario. E se riesci a non provare rimorso, nonostante tu possa essere stato in torto, vuol dire che comunque è stata la decisione giusta da prendere.

Per concludere, che tu sia figlio di un re, o capo di stato, l’ansia ti accompagnerà sempre. Magari se ne starà nascosta da qualche parte in attesa, nella sua piccola grotta umida ad aspettare il momento buono per uscire dal letargo. Ma ti farà sempre compagnia, in un modo o nell’altro. E non dico che bisogna imparare a conviverci, ma farci l’abitudine può aiutare.
Come abbiamo visto, è un sentimento forte e spartiacque, che può far prendere decisioni più o meno sbagliate. Ma è pure un gran calcio in culo che non riceverai da nessun altro.

L’importante è sempre e comunque guardare il lato positivo della vita.

“Fi-fi, fi-fi-fi-fi-fi-fi!!”

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