Dettagli

In questi giorni mi è capitato, per una cosa o per l’altra, di trovarmi a parlare di relazioni. Ed in modo serio e un po’ cinico, ma non tipo “è ‘na stronza è stupido accannateve l’amore è ‘na mmerda”, anzi. Roba di discorsi pesi, ragionamenti scaturiti da situazioni personali o da scenari palesati da amici che si ritrovano in mezzo a scazzi con l’altra metà, o semplicemente perché ho visto un film romantico (fatto di storie complicatissime) semi indipendente.
E mi sono sentito saggio, un po’ tipo l’amico che scopa per primo, raduna tutti, si siede su una poltrona in finta pelle con la pipa a bolle di sapone stretta fra i denti, e comincia a raccontare.

Partiamo con lo spoiler, e cioè i due punti a cui sono arrivato e poi vi dico come, ci sono arrivato:

– le storie d’amore sono tutte uguali: cambiano i dettagli;
– una storia d’amore è, appunto, una storia, un qualcosa nella tua vita, NON la tua vita.

Sentite le orecchie che vi si tappano come quando scendete troppo sott’acqua?
Tranquilli, è solo perché sono molto profondo.

Quanto volte avete gioito, bestemmiato, urlato, scopato, amato, odiato, abbracciato, coccolato, viaggiato, pianto, riso, broccoli e pancetta, nelle vostre storie?
E quante volte vi siete detti, allo stesso tempo, “non mi sono mai sentito così (bene/male fate voi)”?

Cazzate.

Mindblowing.

Vi ci siete già sentiti così. Non abbiamo più quattordici anni, che è tutto nuovo e tutto strano.

Uno si sente diversamente per una prima volta, tipo quando va a ruota di montagne russe, o quando assaggia il suo primo currywurst, o quando si fa di eroina la prima volta.
Soprattutto in questo caso, dopo non è come la prima volta, anzi.
Chiedetelo a Philip S.H..

E se avete gioito, bestemmiato, urlato, scopato, amato, odiato, abbracciato, coccolato, viaggiato, pianto, riso, speck e funghi, nelle vostre storie, è stato solo per i dettagli.
Avrete gioito un volta per il suo primo bacio e un’altra perché i tuoi coinquilini non c’erano. avrete abbracciato dopo un litigio o per l’ultimo saluto, prima di lasciarsi a dieci metri da dove vi eravate baciati la prima volta (per cui, tra l’altro, avete ovviamente gioito).

Puramente.

Più dettagli uno aggiunge alla sua storia, più strade si aprono alla novità, alla curiosità, alla Carrà. Altrimenti è un aver gioito, bestemmiato, urlato, scopato, amato, odiato, abbracciato, coccolato, viaggiato, pianto, riso, panna e gamberi, nelle nostre storie, a vuoto.

E le nostre storie, per passare al secondo spoiler e chiudere poi con i fuochi d’artificio, non possono, non devono diventare la, nostra vita.

La nostra vita è quella che inizia con noi che usciamo dalla vagina di nostra madre per la testa, ed usciamo chiusi in una bara da una porta per i piedi.
Fine.

In mezzo ci sono i già citati dettagli, anche qui fan la differenza.
Puoi svegliarti alle sette come a mezzogiorno, puoi andare in palestra seguendo un dieta ferrea come strafogarti bere frappè di grasso puro considerando che l’unico sforzo fisico è quello di masticare. Puoi amare come odiare, qualcuno lo può fare con te ma anche no, puoi viaggiare tutta la vita o rimanere chiuso nella tua stanza.
Puoi scopare ed essere scopato, puoi mangiare ed essere mangiato.
Puoi avere mille storie o una sola.

Dettagli.

La vita è tua.
Tu sai cosa tu sai quando tu sai perché.

Il resto è sottofondo, dolce o amaro lo fanno i dettagli.

E, con questo, non sto dicendo che la vita sia solo qualche decennio ad aspettare di finire a guardare i fiori dalla parte delle radici. Anzi.
Che vada bene o male, quei dettagli fanno tutto. Spesso fanno anche la durata della vita stessa. Ma non fanno mai la vita stessa.

Guardi sempre a destra e sinistra prima di attraversare?
Peccato tu non tenga conto che del fatto che gli elicotteri possono cadere.

Hai sempre rispettato il prossimo tuo?
Mannaggia, proprio ora che hai bisogno di essere salvato dalle fiamme, il vicino non sente le tue grida perché “Un Posto Al Sole” va visto con l’impianto Dolby che non ti ha fatto dormire le ultime tre notti, portandoti a riprendere a fumare (avevi smesso da sei anni!), fino a farti addormentare a letto con la sigaretta accesa.

Stai costruendo la tua vita con la tua donna?
BAM!
Lei esce di casa la mattina per andare a lavoro e conosce Marco, il nuovo barista della tavola calda davanti il di lei ufficio.
Marco, di tre anni più piccolo e con la passione per la fotografia da camera oscura.
Marco, quello di cui lei ti ha parlato ma tu eri troppo preso a perderti nei suoi occhi.
Marco, il ragazzo che le fa sempre un disegno carino e complicato sulla schiuma del cappuccino.

Esatto.
Marco.
Quel dettaglio che adesso se la scopa nel vostro letto mentre tu sei tornato da mamma.

Sono i dettagli, che fanno tutto.
Anche in questo post, che rimane un mio post ma che i dettagli voglio ogni paragrafo formattato in modo diverso.
Perché i dettagli lo rendono diverso fuori, ma dentro è la solita accozzaglia di pensieri.

Così nella vita ricordatevi che sì, belli i dettagli e bello tutto, ma sempre “sangue ch’è destinato a seccare” siamo.

7 thoughts on “Dettagli

  1. Allinea un’altra volta a destra e alleno un cormorano a leggere.
    Per il resto hai ragione da vendere.
    Prossimo business: chioschietto di ragione, 5€ coppetta media, 2€ la versione Gasparri.

    Mi piace

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