Esercizio

Avevo iniziato un posto sulle cose difficile e facili della mia vita, ma era troppo difficile da sviluppare.
Quindi ho selezionato tutto il testo e l’ho cancellato.
Allora mi son chiesto

di che scrivo?

e subito dopo mi son domandato

perché, scrivere?

Ma non in generale nella propria esistenza, non roba da senso della vita.

Perché scrivere stasera.

– Boh.

direte voi.

– Boh.

Dico io.

Però intanto guardo su ed in effetti ho scritto.
Cacate, principalmente, ma mi piace pensarvi lì che effettivamente dite

– Ma checcazzo stai dicendo?

o magari che già avete mollato che tanto sapete bene che questo post non porterà da nessuna parte. Al massimo vi porterebbe a Roma, che anche se questo post non è una strada alla fine è lì che arrivereste, ché è qui dove abito.

Certo potrei mettermi lì a ricamare ancora le lodi di una donna che forse esiste o forse no, ma che di certo nella mia testa continua a girare come in quelle gabbie sferiche dove gente folle in moto corre sulle pareti a velocità assurde.

Questo è quello che esce se cerchi “motorcycle cage of death gif”.

Ormai non puoi più scrivere Gabbia in inglese che Nicolas sbuca fuori.

Tipo lei, appunto. Esce sempre fuori eh.
Chessò, sto pensando a cosa mangiare a cena?
Eccola che spunta dal frigo, che tanto è vuoto e ci entra precisa.
Penso a quel cliente che oggi mi ha fatto perdere tempo inutilmente?
TAC!, c’è lei a farmi pat pat sulla schiena e carezzarmi la testa, picchiandolo intanto con una copia della Bibbia foderata in pelle umana.
Pensi alla donna a cui pensi sempre?
Manco a dirlo, in quel momento eccola che fa capolino da dietro se stessa.

È tipo dov’è Wally, ma la versione dove tutto il resto della gente tranne lui è morta di Ebola e status di Salvini.

Però vedete, ora zitto zitto qualcosa ho scritto eh.
Fa esercizio.
Magari state lì a dire

– Sì va beh, non che di solito sia ‘sta lettura profonda, ma ‘sto post è proprio la morte dei contenuti.

ed avreste pure ragione.

Però questo è esercizio.
Come quando vedete passare il tizio che corre in strada con la tuta e le cuffie e vi dite

quasi quasi butto la sigaretta e mi metto a correre con lui.

(a me non cpaita mai. anzi, di solito mi accendo un’altra sigaretta e rido. tossendo)

Ma fate che io sono il tizio che corre: a volte per un cento metri, altre come Forrest Gump.
Se mi vedete passare, ci facciamo un po’ di strada insieme.
Magari sulla tratta breve vi fate due palle, ma sulla maratona ci si diverte eccome.

– Ma checcazzo stai dicendo?

Non lo so ancora, ma un paio di voi intanto stanno correndo con me.

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